Ecclesia Dei. Cattolici Apostolici Romani

Reply
Novembre 2009 - Forma Ordinaria del Rito Romano
view post Posted on 21/11/2009, 10:25Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Domenica 22 Novembre

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

Dn 7,13-14 Sal 92 Ap 1,5-8 Gv 18,33b-37: Tu lo dici: io sono re.



Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

***

Meditazione del giorno

Sant’Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Omelia sul vangelo di Giovanni, 115

« Il mio regno non è di questo mondo »



Ascoltate dunque, Giudei e gentili… ; ascoltate, regni tutti della terra: Io non intralcio la vostra sovranità in questo mondo: « Il mio regno non è di questo mondo » (Gv 18,36). Non lasciatevi prendere dall'assurdo timore di Erode che, alla notizia della nascita di Cristo, si allarmò… « Il mio regno - dice il Signore - non è di questo mondo. » Venite nel regno che non è di questo mondo; venite credendo, e non vogliate diventare crudeli per paura. E' vero che in una profezia, Cristo, riferendosi a Dio Padre, dice: « Da lui io sono stato costituito re sopra Sion, il suo monte santo » (Sal 2, 6), ma questo monte e quella Sion, di cui parla, non sono di questo mondo.

Quale è infatti il suo regno se non i credenti in lui, a proposito dei quali dice: « Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo »? anche se egli voleva che essi rimanessero nel mondo, e per questo chiese al Padre: « Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal male ». Ecco perché anche qui non dice: « Il mio regno non è in questo mondo », ma dice: « Il mio regno non è di questo mondo. Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero per me, affinché non fossi consegnato » (Gv 18,36).

Il suo regno infatti è quaggiù fino alla fine dei secoli, portando mescolata nel suo grembo la zizzania fino al momento della mietitura (Mt 13,24s)... Tuttavia, esso non è di quaggiù, perché è peregrinante nel mondo. E' precisamente agli appartenenti al suo regno che egli si riferisce quando dice: « Voi non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo » (Gv 15,19). Erano dunque del mondo, quando ancora non facevano parte del suo regno, e appartenevano al principe del mondo (Gv 12,3). E' quindi del mondo tutto ciò che è stato generato dalla stirpe corrotta di Adamo; è diventato però regno di Dio, e non è più di questo mondo, tutto ciò che in Cristo è stato rigenerato. E' in questo modo che « Dio ci ha sottratti al potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio dell'amor suo » (Col 1,13).

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/11/2009, 14:39Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Lunedì 23 Novembre

Lunedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Dn 1,1-6.8-20 Salmo da Dn 3 Lc 21,1-4: Vide una vedova povera, che gettava due monetine.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

***

Meditazione del giorno

Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara
Meditazioni sui Santi Vangeli

« Ha dato tutto quanto aveva »



« Padre mio, nelle tue mani consegno il mio spirito » (Lc 23,46). Questa è l’ultima preghiera del nostro Maestro, del nostro prediletto. Possa essa essere nostra, e essere non soltanto la preghiera dei nostri ultimi istanti, ma pure quella di ogni nostro istante : « Padre mio, io mi consegno nelle tue mani ; Padre mio io mi affido a te ; Padre mio, io mi abbandono a te ; Padre mio, fa’ di me ciò che ti piace ; qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio ; grazie di tutto. Sono pronto a tutto, accetto tutto, ti ringrazio di tutto, purché la tua volontà si compia in me, mio Dio, purché la tua volontà si compia in tutte le tue creature, in tutti i tuoi figli, in tutti coloro che il tuo cuore ama ; non desidero niente altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani, te la dono, mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo, ed è per me una esigenza d’amore il donarmi, il rimettermi nelle tue mani senza misura. Mi rimetto nelle tue mani con una confidenza infinita, poiché tu sei il Padre mio ».

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/11/2009, 15:10Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Martedì 24 Novembre

Santi Andrea Dung-Lac e compagni

Dn 2,31-45 Dn 3 Lc 21,5-11: Non sarà lasciata pietra su pietra.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

***

Meditazione del giorno

Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d'Europa
La preghiera della Chiesa

« Lodate il Signore nel suo santuario... Ogni vivente dia lode al Signore» (Sal 150)



Nell'antica Alleanza avevano già una certa comprensione della dimensione eucaristica della preghiera: quell'opera prodigiosa della tenda dell'Alleanza (Es 25) come, in seguito, quella del Tempio di Salomone, fu considerata come l'immagine di tutta la creazione radunata attorno al suo Signore per adorarlo e servirlo... Come, secondo il racconto della creazione, il cielo è stato srotolato come un telo, così, dei teli dovevano costituire le pareti della tenda. Come le acque che sono sotto il firmamento sono state separate dalle acque che sono sopra il firmamento, così il velo del Tempio separava il Santo dei santi dagli spazi esteriori... Il candelabro a sette bracci figura i luminari del cielo. Agnelli e uccelli rappresentano il pullulare degli esseri viventi che abitano il mare, la terra e il cielo. E come all'uomo fu affidata la terra, spetta al sommo sacerdote tenersi nel santuario...

Al posto del Tempio di Salomone, Cristo ha edificato un tempio fatto di pietre vive (1 Pt 2, 5), la comunione dei santi. Egli si tiene in mezzo ad esso in quanto sommo sacerdote eterno, e sull'altare egli in persona è il sacrificio eternamente offerto. E tutta la creazione è resa partecipe di questa liturgia: i frutti della terra vi sono riuniti in offerte misteriose, i fiori e le luci, i teli e il velo del Tempio, il sacerdote consacrato, come pure l'unzione e la benedizione della casa di Dio.

Neanche i cherubini sono assenti. Le loro figure scolpite montavano la guardia nel Santo dei santi. Ora i monaci, che sono la loro immagine vivente, si curano che la lode di Dio non cessi mai, sulla terra come in cielo... I loro canti di lode chiamano all'alba tutta la creazione a unirsi per magnificare il Signore: monti e colline, fiumi e torrenti, e creature tutte che abitano sulla terra, nuvole e venti, piogge e rugiade, neve e nebbia, tutti i popoli della terra, uomini di ogni condizione e razza, e abitanti dei cieli, angeli e santi (Dn 3, 57-90)... Noi dobbiamo raggiungere, per mezzo della nostra liturgia, questa lode eterna di Dio. "Noi", cioè, non soltanto i religiosi regolari... ma tutto il popolo cristiano.

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/11/2009, 21:28Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Mercoledì 25 Novembre

Mercoledì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28 Dn 3 Lc 21,12-19: Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

***

Meditazione del giorno

Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa
Pensieri sull’amore di Dio, cap. 3, 4-6 LN/C

« Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa »



O amore potente del mio Dio! Quanto è vero che nulla è impossibile a colui che ama. Beato chi gode di una tale pace nel suo Dio, che domina ogni sofferenza e ogni pericolo del mondo. Non ne teme nessuno, purché si tratti di servire tale Maestro, e ha ragione... Mi viene un pensiero a proposito delle persone per natura timorose e poco coraggiose... Anche quando sono state elevate in quello stato di cui sto parlando, la loro natura debole si spaventa. Occorre allora stare attente, perché tale debolezza naturale potrebbe farci perdere una corona magnifica. Quando sentirete, figlie mie, questi attacchi del timore, ricorrete alla fede e all'umiltà; e, rafforzate dalla convizione che nulla è impossibile a Dio (Lc 1,37), affrontate la vostra impresa. Egli ha potuto fortificare tante giovani sante rendendole capaci di sopportare tutti i tormenti che esse si erano disposte a sopportare per lui!

Quello che egli domanda è una determinazione che lo renda padrone del nostro libero arbitrio. Infatti non ha bisogno dei nostri sforzi. Invece il nostro Signore si compiace nel fare risplendere le sue meraviglie nelle sue creature più deboli, perché può allora spiegare più liberamente il suo potere e soddisfare il suo desiderio di concederci i suoi benefici.

Lasciate da parte le obbiezioni della ragione e disprezzate la vostra debolezza. Essa infatti non farebbe altro se non crescere se vi fermaste a riflettere se riuscirete, sì o no... Non è il momento di pensare ai vostri peccati; lasciateli da parte. Questa umiltà è allora inopportuna, è proprio fuori luogo... Siate sicure che il Signore non abbandona mai coloro che lo amano e si espongono per lui solo.

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/11/2009, 21:44Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Giovedì 26 Novembre

Giovedì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Dn 6,12-28 Dn 3 Lc 21,20-28: Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

***

Meditazione del giorno

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorso per l’Ascensione, 2

Il Figlio dell’uomo verrà a prenderci con lui



“Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1,11). Verrà, dicono gli angeli, allo stesso modo. Forse verrà a cercarci in questo corteo unico e universale, forse scenderà preceduto da tutti gli angeli e seguito da tutti gli uomini per giudicare i vivi e i morti? Sì, è proprio certo che verrà, ma verrà allo stesso modo in cui è salito in cielo, non al modo in cui è disceso la prima volta. Infatti nell’umiltà egli è venuto una volta per salvare le anime. Ma quando verrà per strappare al sonno della morte questo cadavere, per “conformarlo al suo corpo glorioso” (Fil 3,21) e riempire di onore questo vaso oggi così debole, si rivelerà in tutto il suo splendore. Allora vedremo in tutta la sua potenza e la sua maestà colui che una volta si era nascosto sotto la debolezza della nostra carne...

Essendo Dio, Cristo non poteva crescere, poiché non c’è nulla oltre a Dio. Eppure ha trovato il modo di crescere – nello scendere, nell’incarnarsi, soffrendo, morendo per strapparci alla morte eterna. “Per questo Dio l’ha esaltato” (Fil 2,9). L’ha risuscitato, ed egli si è seduto alla destra del Padre. Anche tu, va e fa’ lo stesso: non potrai salire senza prima cominciare con lo scendere. “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14,11).

Beato, Signore Gesù, colui che ha per guida solo te! Che possiamo seguirti, “noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo”, che possiamo venire a te per mezzo tuo, perché sei “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). La via per il tuo esempio, la verità per le tue promesse, la vita perché sei tu la nostra ricompensa. “Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”, il Figlio del Dio vivente” (Gv 6,69 ; Mt 16,16), e Dio, più alto di ogni cosa, benedetto in eterno.

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 26/11/2009, 22:43Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Venerdì 27 Novembre

Venerdì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Dn 7,2-14 Dn 3 Lc 21,29-33: Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

***

Meditazione del giorno

Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo
1a omelia sul salmo 38 (SC 411, p. 355)

«Ormai l'estate è vicina»



«Fammi conoscere, Signore, il mio fine, e quale sia il numero dei miei giorni, perché io sappia ciò che mi manca» (Sal 38,5) Se tu mi facessi conoscere il mio fine, dice il salmista, e se tu mi facessi conoscere qual è il numero dei miei giorni, potrei, attraverso questo mezzo, sapere ciò che mi manca. O forse, con tali parole, sembra ancora dire questo: ogni attività ha un fine; per esempio il fine di un'impresa di costruzioni è edificare una casa; il fine di un cantiere navale è quello di costruire una nave in grado di dominare i flutti del mare e di sopportare l'assalto dei venti; e il fine di ogni attività è qualche cosa di simile per il quale il mestiere stesso sembra inventato. Così forse c'è anche un certo fine della nostra vita e del mondo intero per il quale si fa tutto ciò che viene fatto nella nostra vita, o per il quale il mondo stesso è stato creato o sussiste. Di questo fine, anche l'apostolo Paolo si ricorda quando dice: «Poi sarà la fine , quando egli consegnerà il regno a Dio Padre» (1Co 15,24). Verso questa fine , bisogna certamente affrettarsi, poiché è il premio stesso dell'opera, quello per cui siamo creati da Dio.

Come il nostro organismo corporeo, piccolo e ridotto al suo inizio, si sviluppa tuttavia e tende al termine della sua grandezza crescendo in età, e ancora come la nostra anima... riceve un linguaggio dapprima balbuziente, poi in seguito più chiaro, per arrivare infine a un modo di esprimersi perfetto e corretto, in questo modo anche tutta la nostra vita inizia ora, certo, come balbuziente tra gli uomini sulla terra, ma si compie e giunge al suo apice nei cieli presso Dio.

Per questo motivo, il profeta desidera quindi conoscere il fine per il quale egli è stato fatto, perché, guardando il fine, esaminando i suoi giorni e considerando la sua perfezione, egli possa vedere ciò che gli manca rispetto a questo fine a cui tende... È come se coloro che sono usciti dall'Egitto avessero detto: «Fammi conoscere, Signore, il mio fine» che è una terra buona e una terra santa, «e il numero dei miei giorni» dove cammino, «perché io sappia ciò che mi manca», quanto mi resta finché io arrivi alla terra santa che mi è promessa.

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 28/11/2009, 12:28Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Sabato 28 Novembre

Sabato della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Dn 7,15-27 Dn 3 Lc 21,34-36: Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

***

Meditazione del giorno

Cardinal John Henry Newman (1801-1890), sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo
PPS 4,22

« Vegliate e pregate in ogni momento »



« Vegliate ! » ci dice Gesù con insistenza. Non dobbiamo soltanto credere, ma anche vegliare ; non dobbiamo semplicemente amare, ma anche vegliare ; non dobbiamo solamente ubbidire, ma anche vegliare. Vegliare perché ? Per questo grande, per questo supremo avvenimento : la venuta di Cristo. Sembra trattarsi di una chiamata speciale, un dovere che non ci sarebbe mai venuto in mente se Gesù, in persona, non ce l’avesse ingiunto. Ma cos’è vegliare ?

Veglia nell’attesa di Cristo, chi tiene il suo spirito sensibile, aperto, sul chi va là, che resta vivace, sveglio, pieno di zelo nel cercarlo ed onorarlo. Desidera trovare Cristo in tutto quello che succede. Non proverebbe nessuna sorpresa, né spavento, né agitazione se apprendesse che Gesù fosse qui.

Veglia con Cristo (Mt 26, 38) chi, mentre guarda il futuro, sa di non dovere dimenticare il passato, chi non dimentica ciò che Cristo ha sofferto per lui. Veglia con Cristo chi, in ricordo di lui, si unisce alla croce e all’agonia di Cristo, chi porta gioiosamente la tunica che Cristo ha portato fino alla croce ed ha lasciato dopo la sua Ascensione. Spesso nelle lettere, gli scrittori ispirati esprimono il desiderio del secondo avvento. Ma non dimenticano mai il primo, la crocifissione e la risurrezione… Perciò l’apostolo Paolo, quando invita i Corinzi ad « aspettare la venuta del Signore », non manca di dire loro di « portare sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo » (2 Cor 4, 10). Il pensiero di quello che è Cristo oggi non cancelli il ricordo di quello che è stato per noi…

Vegliare è quindi vivere liberi nei confronti delle cose presenti, è vivere nell’invisibile, è vivere nel pensiero di Cristo tale quale è venuto una prima volta e tale quale deve venire, è desiderare la sua seconda venuta, nella memoria piena di amore e di riconoscenza per la sua prima venuta.

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 28/11/2009, 20:46Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Domenica 29 Novembre

I Domenica di Avvento
(ANNO C)
Ger 33,14-16 Sal 24 1Ts 3,12-4,2 Lc 21,25-28.34-36: La vostra liberazione è vicina.



Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

***

Meditazione del giorno

Sant’Antonio di Padova (circa 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa
Omelie per la domenica, 3° domenica di Avvento

Le due venute del Signore



“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi” (Fil 4,6). Doppia gioia a motivo di un doppio beneficio: la prima e la seconda venuta. Dobbiamo rallegrarci perché il Signore, nella sua prima venuta, ci ha portato ricchezze e onore. Dobbiamo rallegrarci ancora perché, nella sua seconda venuta ci darà “lunghi giorni in eterno senza fine” (Sal 20,5). Secondo i Proverbi, “lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezze e onore” (3,16). La sinistra è la prima venuta, con le sue ricchezze gloriose, l’umiltà e la povertà, la pazienza e l’obbedienza. La destra è la seconda venuta, con la vita eterna.

Della prima venuta, Isaia parla in questi termini: “Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non hai tu forse fatto a pezzi il superbo, non hai trafitto il drago? Forse non hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso e non hai fatto della profondità del mare una strada perché vi passassero i redenti? (Is 51, 9-10). Il braccio del Signore, è Gesù Cristo, Figlio di Dio, per mezzo di lui e in lui Dio ha fatto tutte le cose... O braccio del Signore, o Figlio di Dio, svegliati; vieni a noi, dalla gloria di tuo Padre, prendendo la nostra carne. Rivestiti della forza della divinità, per lottare contro “il principe di questo mondo” (Gv 12,31) e per “scacciare l’uomo forte”, tu che sei quello “più forte di lui” (Lc 11,21-22). Svegliati per riscattare il genere umano, come hai liberato, nei giorni antichi, il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto... Hai prosciugato il Mar Rosso; ciò che hai fatto, lo farai ancora..., come hai tracciato nelle profondità degli inferi una strada perché vi passassero i riscattati.

Della seconda venuta il Signore parla in questi termini nel profeta Isaia: “Farò di Gerusalemme – la Gerusalemme celeste, costituita dagli angeli e dagli uomini – una gioia, del suo popolo un gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto” (Is 65, 18-19), perché come sta scritto altrove: “Il Signore asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8).

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 30/11/2009, 11:52Quote
Avatar

Sub Tuum Praesidium

Group: A.
Posts: 5598
Location: Liguria


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 22:36, 5 minuti fa


Lunedì 30 Novembre

Sant'Andrea

Rm 10,9-18 Sal 18 Mt 4,18-22: Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.



Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

***

Meditazione del giorno

Papa Benedetto XVI
Udienza generale del 14/06/06 (© copyright Libreria Editrice Vaticana)

Sant'Andrea segue Cristo fino alla sua morte



Una tradizione... racconta della morte di Andrea a Patrasso, ove anch'egli subì il supplizio della crocifissione. In quel momento supremo, però, in modo analogo al fratello Pietro, egli chiese di essere posto sopra una croce diversa da quella di Gesù. Nel suo caso si trattò di una croce decussata, cioè a incrocio trasversale inclinato, che perciò venne detta «croce di sant'Andrea».

Ecco ciò che l'Apostolo avrebbe detto in quell'occasione, secondo un antico racconto...: «Salve, o Croce, inaugurata per mezzo del corpo di Cristo e divenuta adorna delle sue membra, come fossero perle preziose. Prima che il Signore salisse su di te, tu incutevi un timore terreno. Ora invece, dotata di un amore celeste, sei ricevuta come un dono. I credenti sanno, a tuo riguardo, quanta gioia tu possiedi, quanti regali tu tieni preparati. Sicuro dunque e pieno di gioia io vengo a te, perché anche tu mi riceva esultante come discepolo di colui che fu sospeso a te ... O Croce beata, che ricevesti la maestà e la bellezza delle membra del Signore!... Prendimi e portami lontano dagli uomini e rendimi al mio Maestro, affinché per mezzo tuo mi riceva chi per te mi ha redento. Salve, o Croce; sì, salve davvero!»

Come si vede, c'è qui una profondissima spiritualità cristiana, che vede nella Croce non tanto uno strumento di tortura quanto piuttosto il mezzo incomparabile di una piena assimilazione al Redentore, al Chicco di grano caduto in terra (Gv 12,24). Noi dobbiamo imparare di qui una lezione molto importante: le nostre croci acquistano valore se considerate e accolte come parte della croce di Cristo, se raggiunte dal riverbero della sua luce. Soltanto da quella Croce anche le nostre sofferenze vengono nobilitate e acquistano il loro vero senso..

Per acquistare il nostro libro:Fede & Cultura

image

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
23 replies since 7/11/2009, 11:46
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 






vai al sito
vai al sito Ecclesia Dei
vai al sito degli Amici Domenicani