Domenica 29 Novembre
I Domenica di Avvento (ANNO C)
Ger 33,14-16 Sal 24 1Ts 3,12-4,2 Lc 21,25-28.34-36: La vostra liberazione è vicina.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
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Meditazione del giorno
Sant’Antonio di Padova (circa 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa
Omelie per la domenica, 3° domenica di Avvento
Le due venute del Signore
“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi” (Fil 4,6). Doppia gioia a motivo di un doppio beneficio: la prima e la seconda venuta. Dobbiamo rallegrarci perché il Signore, nella sua prima venuta, ci ha portato ricchezze e onore. Dobbiamo rallegrarci ancora perché, nella sua seconda venuta ci darà “lunghi giorni in eterno senza fine” (Sal 20,5). Secondo i Proverbi, “lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezze e onore” (3,16). La sinistra è la prima venuta, con le sue ricchezze gloriose, l’umiltà e la povertà, la pazienza e l’obbedienza. La destra è la seconda venuta, con la vita eterna.
Della prima venuta, Isaia parla in questi termini: “Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non hai tu forse fatto a pezzi il superbo, non hai trafitto il drago? Forse non hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso e non hai fatto della profondità del mare una strada perché vi passassero i redenti? (Is 51, 9-10). Il braccio del Signore, è Gesù Cristo, Figlio di Dio, per mezzo di lui e in lui Dio ha fatto tutte le cose... O braccio del Signore, o Figlio di Dio, svegliati; vieni a noi, dalla gloria di tuo Padre, prendendo la nostra carne. Rivestiti della forza della divinità, per lottare contro “il principe di questo mondo” (Gv 12,31) e per “scacciare l’uomo forte”, tu che sei quello “più forte di lui” (Lc 11,21-22). Svegliati per riscattare il genere umano, come hai liberato, nei giorni antichi, il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto... Hai prosciugato il Mar Rosso; ciò che hai fatto, lo farai ancora..., come hai tracciato nelle profondità degli inferi una strada perché vi passassero i riscattati.
Della seconda venuta il Signore parla in questi termini nel profeta Isaia: “Farò di Gerusalemme – la Gerusalemme celeste, costituita dagli angeli e dagli uomini – una gioia, del suo popolo un gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto” (Is 65, 18-19), perché come sta scritto altrove: “Il Signore asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8).